giovedì 3 maggio 2012

Consiglio per chiodare gli scarponi da waders

Un paio di settimane fa ho dovuto cambiare gli scarponi perché il puntale dei miei korkers ha deciso di scollarsi proprio durante un'uscita di pesca, e visto che il puntale serve a tenere ferma la suola ho dovuto per forza cambiarli pur avendo ancora un paio di suole di ricambio nuove di pacca -.-"
Comunque adesso ho preso un paio di Freestone della Simms e devo dire che sono veramente molto molto comodi rispetto ai precedenti che avevo, mi si poneva poi il problema di chiodarli, in negozio mi hanno chiesto 30€ per 20 viti e, sinceramente, mi è parso uno sproposito...
Così sono andato in una bulloneria qui vicino e con l'enorme spesa di 1,20€ ho preso 60 viti in acciaio inox con testa esagonale, che sono praticamente identiche a quelle che ti vendono nei vari negozi di pesca a cifre molto più elevate.
Quindi se doveste chiodare i vostri scarponi prima fatevi un giro in un ferramenta ;)



Le viti

Lo scarpone chiodato

mercoledì 17 agosto 2011

Piave Perarolo 2011

Ero già stato a pescare in Piave a Perarolo lo scorso anno in compagnia di Riccardo e Lorenzo (vedi report), quindi già sapevo delle potenzialità del tratto avendo visto la quantità di temoli presenti, che però erano in frega quindi non mangiavano, ma non mi aspettavo proprio una giornata come quella di venerdì...



Ma andiamo con ordine...



Stavamo organizzando una giornata di pesca in Sava per il weekend del 30 luglio già da una settimana, quando al mercoledì sera Luca mi chiama per dirmi che è tutto saltato per via del maltempo che imperversa sulla Slovenia, e che si potrebbe ripiegare andando o a Perarolo o a Gorreto, posti in cui le previsioni paiono leggermente migliori.

Giovedì vengo informato che andremo a Perarolo, partenza venerdì mattina e rientro lunedì sempre in mattinata, ci saremo io, Luca, l'Elena e Daniele.



Venerdì mattina partiamo da Modena alle 8 e senza incontrare particolare traffico in autostrada per le 12 siamo già a destinazione (ovviamente abbiamo fatto qualche pausa, perché senza pause in 3 ore si fa tranquillamente), sistemiamo le nostre cose nell'appartamento dove staremo per i giorni a venire e andiamo al bar da Luigino a Perarolo a fare i permessi e a mangiare qualcosa.

Dopo esserci rifocillati, ci cambiamo, scendiamo nel fiume e iniziamo a pescare, non ancora consci di ciò che ci avrebbe atteso...



Scendiamo dalla briglia dove il Boite s'immette nel Piave e ci dividiamo: Luca e l'Elena scendono un po' più giù, io vado nel ramo di sinistra del Piave (che in quel punto è separato da un'isoletta) mentre Daniele va nel ramo di destra.



Nel ramo di sinistra l'acqua è piuttosto bassa e scorre lentamente, inizialmente non vedo attività, poi aggancio un temolino e vedo dei grossi temoli piantati in una buchetta che però proprio non vogliono saperne di mangiare, quindi proseguo fino ad arrivare dove finisce quest'isoletta, qui il fiume si allarga e l'acqua è più profonda, inoltre c'è un grosso masso e una buca molto profonda.

Finalmente si vedono segni di attività e diverse bollate, pare che i temoli bollino sulle formiche alate che sono presenti in ingenti quantità, quindi monto una parachute scura che può assomigliare ad una formica, e in effetti funziona perché ne aggancio diversi, di taglia discreta, peccato che molti si slamino. Anche Daniele, che nel frattempo mi ha raggiunto, ne prende parecchi.



Daniele prosegue risalendo il tratto, arrivano anche Luca e l'Elena che si mettono a pescare nella buca più profonda, prendendo temoli veramente grossi; le trote invece non sono molto in attività, personalmente ho preso solo una fario non molto grande.




Risaliamo ancora, qui il fiume si allarga ulteriormente creando una zona con acqua molto bassa con una specie di canalino sulla destra dove è più profonda, lì Luca aggancia un altro temolo molto bello.


Io intanto risalgo ancora, vi è una buca abbastanza profonda con un correntino che entra dentro, metto su una sommersa nera e un finale dello 0.12, faccio un primo lancio nella correntina che entra ed aggancio un temolo che da come tira è molto bello, purtroppo però si slama quasi subito, rilancio e ne aggancio un altro, lo tengo per un attimo, poi fa una fuga e mi spezza il finale del 12, tralascio le parole dette...

Allora cambio finale e metto uno 0.15, faccio un altro lancio e... c'è! Questo è bello, tira veramente forte, poi salta anche fuori dall'acqua, nel frattempo arriva Luca che mi aiuta e lo inguadina.

È un pesce di tutto rispetto, proprio bello grasso!

Preso dall'adrenalina mi tremano le gambe e mi devo sedere, quindi la foto non è venuta un gran ché, anche perché, ovviamente, la scheda di memoria ha finito lo spazio proprio in quel momento, pazienza l'importante è ricordarsi delle emozioni vissute in quei momenti, no?




Luca fa qualche lancio sempre in quella zona e prende una bella fario di cui non ho la foto, ricordate la scheda di memoria...

Dopo di ché ricominciamo a scendere, prendendo diversi pesci, poi re-incontro Daniele che mi dice di aver preso anche lui 3 temoli molto grossi nella parte più in alto.



Io e Daniele risaliamo all'auto, mentre Luca e l'Elena rimangono fino a tardi, scelta azzeccata in quanto nella buca iniziale si mettono in attività grosse trote e ne prendono diverse.



Insomma è stata una giornata strepitosa in termini di catture!



E per concludere bene la giornata alla sera siamo andati a farci una pizza insieme ad altri pescatori: Stefano del May Fly di Bologna e Mirco e Christian, due ragazzi di Bergamo.



Sabato mattina decidiamo di non pescare e andiamo a fare un giro esplorativo nel Mareson, un fiume non molto grande che però ci dicono essere pieno di trote, alla fine decidiamo di non pescarci perché è veramente molto piccolo per quattro persone.

Torniamo quindi a Perarolo, ci facciamo una bella mangiata da Luigino a suon fette di pane con affettati e formaggi, poi io e Daniele decidiamo di andare a pescare nel no kill, mentre Luca e l'Elena resteranno nel catch & release a Perarolo.

Per quel che ho sentito da loro la giornata non è stata per niente paragonabile al giorno precedente, comunque hanno preso abbastanza pesce lo stesso, e Luca ha preso una grossa fario rimanendo fino a tardi.



Io e Daniele dopo aver preso l'auto cerchiamo l'accesso per il tratto denominato no-kill che si trova più a monte rispetto a Perarolo, però inzialmente non lo troviamo, così telefono a Stefano e grazie alle sue indicazioni riusciamo a trovare dove parcheggiare con l'auto.

Avendo un fuoristrada siamo scesi fino in fondo alla strada, che inizialmente è ghiaiata e poi diventa addiritura solo una carreggiata anche poco visibile in mezzo al bosco, se non avete un 4x4 fermatevi alla prima piazzola!
Una volta arrivati a dove finisce la strada in mezzo al bosco, vi sono ancora 20 minuti buoni di un percorso in mezzo al bosco per raggiungere il fiume.



Iniziamo a pescare non vedendo particolare attività, anzi non ve n'era proprio...

Arriviamo ad una grossa buca dove bolla qualcosa e Daniele cattura alcune fario e qualche temolino, qui il tratto è molto più da trote e la presenza dei temoli è molto ridotta.

Io aggancio una marmorata a secca, devo dire che non ne avevo mai presa una, sono rimasto stupito dai dentoni che hanno! Risaliamo ancora, io non prendo più niente, mentre Daniele prende qualche fario.








Ad un certo punto raggiungo un punto dove vi è un costone di roccia che scende a picco sul fiume, qui in una rientranza nella roccia vedo un pesce bollare, lancio la mia mosca proprio dentro alla sua tana e questo molto lentamente delfina prendendola, ferro, c'è! Di scatto esce dalla sua tana venendomi in contro, poi si gira e parte velocemente cercando di re-infilarsi nel suo buco, cerco di trattenerla, la canna si piega come mai avevo sentito fin'ora e si sente uno schiocco secco...

Il finale s'è rotto! Ha vinto il pesce, rimango con l'amaro in bocca per non averlo nemmeno visto, sicuramente era una grossa trota, pazienza sarà per la prossima volta.

Ritorno da Daniele, mi siedo e lo guardo pescare, prenderà ancora qualche fario.

Nota interessante: Daniele aggancia una fario, devo dire anche piuttosto bella, e dietro una che sarà il doppio la rincorre cercando di morderla! Scena molto suggestiva, purtroppo è stata una cosa molto fugace e non sono riuscito ad immortalarla.



Alla fine torniamo indietro abbastanza presto, anche perché la salita per ritornare all'auto è piuttosto impegnativa, e anche la strada da fare con l'auto per risalire è abbastanza brutta e farla al buio non dev'essere una gran cosa.




Visto che volevamo tornare in camera per cambiarci, ma le chiavi le aveva l'Elena ed era ancora a pescare, andiamo a Perarolo e con una manovra un po' particolare recuperiamo le chiavi calando una coda giù per il ponte sotto agli occhi straniti di due passanti.



Alla sera poi andiamo a cena insieme a Stefano e ai ragazzi di Bergamo in un posto veramente bello situato sulle rive del bacino formato dalla diga che si trova sopra a Perarolo (oserei dire che si chiamase la Baia sul Lago), abbiam mangiato veramente bene e in ottima compagnia.



Anche domenica decidiamo di pescare solo al pomeriggio, la mattina andiamo alla festa degli zater, coloro che trasportavano il legname lungo il corso del fiume, che si tiene a Perarolo; mangiamo lì alla festa insieme a Stefano, polenta, spezzatino, formaggio...

Andiamo poi da Luigino per un caffé dove incontriamo e salutiamo i ragazzi di Bergamo ormai in partenza per il ritorno.



Luca, l'Elena e Stefano vanno nel tratto più alto del catch & release, mentre io e Daniele rimaniamo in basso, la giornata è molto calda e l'attività è pressoché nulla.

Io prendo una fario a ninfa e nel corso del pomeriggio non prenderò altro, anche Daniele prende qualche pesce ma niente di paragonabile con i giorni precedenti.

Verso sera arrivano anche Luca e l'Elena, Stefano è già rientrato a Bologna, nella parte alta avevano fatto qualche cattura in più di noi, in particolar modo l'Elena che in una giornata praticamente priva di temoli, era riuscita a prenderne diversi!


Rimaniamo fino a sera nella buca più bassa, finalmente le trote si mettono in attività, Luca e Danielle prendono alcune belle fario, io prendo un'iridea, poi scendo un po' più a valle nella piana dove bollavano diversi pesci, però non riesco ad imbroccare la mosca giusta, quindi niente da fare...

Inizia a far buio e comincia a lampeggiare, quindi andiamo all'auto a cambiarci, giusto il tempo di entrare da Luigino per cena che inizia a diluviare.




Lunedì mattina si rientra a casa senza particolare problemi di traffico.



Alla fine nei giorni di permanenza il meteo ci è stato amico e non è quasi mai piovuto, giusto qualche goccia ma una cosa insignificante, è stata proprio una bellissima esperienza!



Alla prossima!

Luca

venerdì 24 settembre 2010

Resoconto delle ultime uscite di pesca

Ciao, è un po' che non scrivo, ma ho avuto un po' da fare...
Ho ultimato due canne in bamboo e poi ovviamente sono stato a pescare.


In agosto poche uscite rilevanti, sono stato a pescare nel no-kill di Fiumalbo dove è successa una cosa alquanto inusuale: Riccardo ha agganciato una trotella a ninfa e poco dopo s'è ritrovato incannato un trotone sui 45 cm! E' stato uno spettacolo, una di quelle cose che se non la vedi difficilmente ci credi...
Probabilmente la trota grossa ha tentato di mangiarsi la piccola, che in un qualche modo s'è slamata e alla fine la grossa s'è ritrovata con la ninfa in bocca.

Poi sono stato in Fibbio con Lorenzo, ma era giornata proprio no, e abbiamo cappottato entrambi.

L'ultima uscita l'ho fatta i primi di settembre, sempre con Riccardo e Lorenzo, siamo stati via tre giorni: il primo nella Piccola Drava da Calovi in Austria presso Sillian, il secondo sulla Möll, sempre in Austria, nel tratto gestito dall'hotel Sonne e il terzo giorno in Rienza dalle parti di Brunico (in Italia).
In Austria siamo stati abbastanza fortunati con il tempo, nel senso che non abbiamo trovato giorni di sola pioggia, ma il tempo è molto variabile e quasi tutta la giornata è scandita da piogge a momenti di sole; però siamo stati meno fortunati con i livelli dei fiumi che abbiamo trovato leggermente alti e con acqua di neve, c'è stato detto che nei giorni prima era nevicato a quote più alte...
Comunque di pesci ne abbiamo presi diversi e ci siamo divertiti lo stesso.

Nella Piccola Drava abbiamo preso principalmente trote fario e qualche iridea, temoli neanche l'ombra, era abbastanza difficile rimanere in pesca per la forte corrente che c'era, in quanto appena si posava la mosca, questa veniva portata via 'al volo'; io ho pescato tutto il giorno con una delle mie canne in bamboo e mi sono divertito.
Unico rammarico per così dire, non aver trovato il lago, ci avevano detto che era pieno di salmerini, vabbè sarà per un'altra volta.







Il secondo giorno nel Möll, che è un fiume più grande del precedente, abbiamo preso decisamente più pesce, lì la popolazione comprende trote fario, iridee e temoli. Anche qui i livelli non erano proprio perfetti, ma ci siamo adattati.











Il terzo, ed ultimo giorno, mentre ritornavamo indietro ci siamo fermati nella Rienza, mi pare fosse il tratto gestito dalla FIPSAS, personalmente non mi è piaciuto neanche un po' per il fatto che era infrascatissimo e anche spostarsi sulle sponde era molto diffilcoltoso per via delle erbe (alte quasi quanto me) e dei rovi. Alla fine non ho praticamente pescato, mentre Riccardo e Lorenzo ne hanno presa qualcuna, ma niente di ché.
Al pomeriggio poi abbiamo fatto qualche lancio nell'Anterselva (affluente della Rienza), e abbiamo preso diverse trote di piccole dimensioni, quasi tutte ibridi di marmorata.
Alla fine verso le 16 abbiamo smesso di pescare e siamo andati a visitare il lago di Dobbiaco, prima di tornarcene a casa.

Da sinistra: Riccardo, Lorenzo, Io






Personalmente come prima uscita fuori dall'Italia mi sono divertito, però avevo aspettative diverse, adesso non dico 50 pesci al giorno, però mi aspettavo qualcosa di più facile, invece i pesci erano piuttosto difficili e spesso mi son trovato a dover cambiare alcune mosche perché rifiutavano (avevo sempre sentito dire che in Austria si fanno meno problemi, che mangiano con tutto, etc...).

Una nota: se andate da quelle parti e andate al ristorante occhio alle porzioni perché sono esagerate! Con una porzione ci si mangia tranquillamente in due, veramente sono rimasto colpito dalle portate che fanno e il prezzo, ovviamente, è minore che quello in Italia...

sabato 17 luglio 2010

Uscita in Trentino...

Il week scorso sono stato con Riccardo (Riky) in Trentino, posti eccezionalmente belli, tante catture, ma di piccola taglia, e un caldo assurdo!
Però ci siamo divertiti molto lo stesso, e ho avuto modo di testare la canna in bamboo che ho realizzato, devo dire che è divertente da usare e lavora abbastanza bene, insomma per essere la prima non mi posso lamentare.

Vi lascio con le solite foto











lunedì 31 maggio 2010

I treni del Trebbia


Venerdì 28 maggio, siamo sempre Io, Riccardo (Ricky) e l'altro Riccardo (Ric); partenza ore 18.30 da Carpi, destinazione Gorreto per pescare in Trebbia nella zona trofeo.

Il viaggio procede bene e in circa 2 ore e mezza siamo a Gorreto, lì ci incontriamo con la signora che ci da le chiavi del bed & breakfast in cui dormiremo, poi ceniamo con affettati vari e un ottima grigliata mista (che poi si farà sentire durante la notte... una sete!), il tutto annaffiato da un buon vino rosso.



Il paese, Gorreto, è molto piccolo e non pare avere una gran economia, i pochi hotel (uno?) e bar che ci sono paiono vivere molto sul contributo economico che portano i pescatori attirati dalla riserva di pesca; infatti il giorno seguente, al ristorante, troveremo solamente pescatori a pranzo.



Sabato ci alziamo di buon ora (con un certo disappunto di Ric), facciamo colazione, andiamo a fare i permessi e ci dirigiamo al fiume. Il fiume non è molto grande, e presenta diversi tratti, si passa da raschi non molto profondi, ad ampie piane e a dei piccoli laghetti molto profondi (delle bucone diciamo).



Mentre ci prepariamo, ci raggiunge il guardiapesca (veramente molto presente in questo tratto) che si raccomanda di non utilizzare ami con l'ardiglione (ovvio per noi) e di rispettare il regolamento (mi pare anche questo ovvio).

Iniziamo a pescare, io e Ric montiamo una secca, Riky invece, ormai affetto da 'ninfosi' cronica (come lui stesso la definisce) monta una ninfa. Ric si dirige un po' più a valle, all'inizio del tratto, io resto circa dal sentiero dove si entra, mentre Riky va più a monte.

Alla fine, dopo un paio d'ore ci rincontriamo nei pressi di un 'bucone': io avevo preso 3 piccole fario (sui 20 cm) a secca, Ric 3 salmerini abbastanza belli più una grossa trota che gli aveva rotto tutto, e Riky una grossa iridea lì nella buca a ninfa. E fu proprio la ninfa a risolvere la giornata!

Riky, una volta capito il sistema aveva cominciato ad incannare iridee e qualche salmerino a ripetizione; da buon compagno di pesca, quando ha visto che io e Ric eravamo in difficoltà, ci ha spiegato come fare e ci ha addirittura ceduto il posto dove pescava (a parte che lui le prendeva lo stesso anche in altri posti, il manico è manico), che dire: grazie!



Comunque la tecnica che abbiamo principalmente usato consisteva nel lasciare trasportare la ninfa nelle correnti che entravano nelle buche più profonde, per poi recuperarla a strappettini, le iridee e i salmerini non resistevano proprio a questo sistema e ne abbiamo presi veramente tanti, ovviamente chi ne ha prese di più è stato Riky, una macchina da pesca!



La mattina siamo arrivati a circa metà tratto, prendendo diverse iridee e salmerini, Ric è risalito ancora un po' e ha preso anche una bella fario a secca.

Poi alle 12.30 (siccome lo impone il regolamento), sollecitati dal solerte guardiapesca, abbiamo smesso di pescare e siamo andati a pranzo in un hotel/ristorante che si trova in paese ed offre prezzi convenzionati ai pescatori (credo sia convenzionato con l'UNPEM), in effetti nel locale vi erano praticamente solo pescatori.



Dopo aver pranzato, verso le 14.30, abbiamo ripreso a pescare sotto una pioggia torrenziale che si è placata poco dopo, risalendo di più il torrente, arrivando fino alla fine della zona trofeo, abbiamo pescato tutti a ninfa e abbiamo catturato tutti delle belle iridee, ovviamente la strage l'ha fatta sempre Riky, ogni volta che mi giravo a guardarlo era incannato con un pesce.

La cattura più grossa l'ha fatta, indovinate? Riky, in serata prima di andare via, una grossa iridea presa in un bucone, che gli ha dato del filo da torcere, ma alla fine è stata catturata.


Alla fine siamo ripartiti verso le 18.30 e alle 21 eravamo a Carpi.



In conclusione il posto è veramente molto bello e la presenza di pesce è tantissima, la maggior parte sono iridee e salmerini, quindi sconsiglio il posto a chi piace il pesce autoctono e selvatico, invece per chi si vuole divertire senza troppi problemi lo consiglio vivamente. Altra cosa se pescate a ninfa non andateci leggeri col finale, Riky pescando con del 14 in fluorocarbon ha rotto molte volte (ci hanno detto di aver messo iridee da 3 kg).
Un appunto negativo è la presenza elevata di pescatori, il tratto non è molto lungo e non è a numero chiuso, quindi ci viene molta gente, per i miei gusti eravamo un po' in troppi...



Infine, a nome di tutti, ringrazio il guardiapesca dell'associazione che vigilando solertemente contribuisce a mantenere così ricco di pesce il tratto e il sig. Marco Imparato che ci ha dato tutte le informazioni necessarie per organizzare quest'ottima uscita di pesca.




E ora un po' di foto


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Il tratto iniziale



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Una delle buche dove pescavamo


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Riky in azione


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La cattura


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Io in azione


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Guadinata!


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Eccola!



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Release


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Altro release


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Salmerino


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Riky


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Ancora Riky


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Sotto la pioggia



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E dopo la pioggia (ve l'ho detto na macchina da pesca!)


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Questa è mia


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Ric


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Pluff


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Riky con quella più grossa


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La trota


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Sempre Riky (piega la canna eh!)


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Ric


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Ric


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La cattura di Ric post-rilascio


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