Ero già stato a pescare in Piave a Perarolo lo scorso anno in compagnia di Riccardo e Lorenzo (vedi report), quindi già sapevo delle potenzialità del tratto avendo visto la quantità di temoli presenti, che però erano in frega quindi non mangiavano, ma non mi aspettavo proprio una giornata come quella di venerdì...
Ma andiamo con ordine...
Stavamo organizzando una giornata di pesca in Sava per il weekend del 30 luglio già da una settimana, quando al mercoledì sera Luca mi chiama per dirmi che è tutto saltato per via del maltempo che imperversa sulla Slovenia, e che si potrebbe ripiegare andando o a Perarolo o a Gorreto, posti in cui le previsioni paiono leggermente migliori.
Giovedì vengo informato che andremo a Perarolo, partenza venerdì mattina e rientro lunedì sempre in mattinata, ci saremo io, Luca, l'Elena e Daniele.
Venerdì mattina partiamo da Modena alle 8 e senza incontrare particolare traffico in autostrada per le 12 siamo già a destinazione (ovviamente abbiamo fatto qualche pausa, perché senza pause in 3 ore si fa tranquillamente), sistemiamo le nostre cose nell'appartamento dove staremo per i giorni a venire e andiamo al bar da Luigino a Perarolo a fare i permessi e a mangiare qualcosa.
Dopo esserci rifocillati, ci cambiamo, scendiamo nel fiume e iniziamo a pescare, non ancora consci di ciò che ci avrebbe atteso...
Scendiamo dalla briglia dove il Boite s'immette nel Piave e ci dividiamo: Luca e l'Elena scendono un po' più giù, io vado nel ramo di sinistra del Piave (che in quel punto è separato da un'isoletta) mentre Daniele va nel ramo di destra.
Nel ramo di sinistra l'acqua è piuttosto bassa e scorre lentamente, inizialmente non vedo attività, poi aggancio un temolino e vedo dei grossi temoli piantati in una buchetta che però proprio non vogliono saperne di mangiare, quindi proseguo fino ad arrivare dove finisce quest'isoletta, qui il fiume si allarga e l'acqua è più profonda, inoltre c'è un grosso masso e una buca molto profonda.
Finalmente si vedono segni di attività e diverse bollate, pare che i temoli bollino sulle formiche alate che sono presenti in ingenti quantità, quindi monto una parachute scura che può assomigliare ad una formica, e in effetti funziona perché ne aggancio diversi, di taglia discreta, peccato che molti si slamino. Anche Daniele, che nel frattempo mi ha raggiunto, ne prende parecchi.
Daniele prosegue risalendo il tratto, arrivano anche Luca e l'Elena che si mettono a pescare nella buca più profonda, prendendo temoli veramente grossi; le trote invece non sono molto in attività, personalmente ho preso solo una fario non molto grande.
Risaliamo ancora, qui il fiume si allarga ulteriormente creando una zona con acqua molto bassa con una specie di canalino sulla destra dove è più profonda, lì Luca aggancia un altro temolo molto bello.
Io intanto risalgo ancora, vi è una buca abbastanza profonda con un correntino che entra dentro, metto su una sommersa nera e un finale dello 0.12, faccio un primo lancio nella correntina che entra ed aggancio un temolo che da come tira è molto bello, purtroppo però si slama quasi subito, rilancio e ne aggancio un altro, lo tengo per un attimo, poi fa una fuga e mi spezza il finale del 12, tralascio le parole dette...
Allora cambio finale e metto uno 0.15, faccio un altro lancio e... c'è! Questo è bello, tira veramente forte, poi salta anche fuori dall'acqua, nel frattempo arriva Luca che mi aiuta e lo inguadina.
È un pesce di tutto rispetto, proprio bello grasso!
Preso dall'adrenalina mi tremano le gambe e mi devo sedere, quindi la foto non è venuta un gran ché, anche perché, ovviamente, la scheda di memoria ha finito lo spazio proprio in quel momento, pazienza l'importante è ricordarsi delle emozioni vissute in quei momenti, no?

Luca fa qualche lancio sempre in quella zona e prende una bella fario di cui non ho la foto, ricordate la scheda di memoria...
Dopo di ché ricominciamo a scendere, prendendo diversi pesci, poi re-incontro Daniele che mi dice di aver preso anche lui 3 temoli molto grossi nella parte più in alto.
Io e Daniele risaliamo all'auto, mentre Luca e l'Elena rimangono fino a tardi, scelta azzeccata in quanto nella buca iniziale si mettono in attività grosse trote e ne prendono diverse.
Insomma è stata una giornata strepitosa in termini di catture!
E per concludere bene la giornata alla sera siamo andati a farci una pizza insieme ad altri pescatori: Stefano del May Fly di Bologna e Mirco e Christian, due ragazzi di Bergamo.
Sabato mattina decidiamo di non pescare e andiamo a fare un giro esplorativo nel Mareson, un fiume non molto grande che però ci dicono essere pieno di trote, alla fine decidiamo di non pescarci perché è veramente molto piccolo per quattro persone.
Torniamo quindi a Perarolo, ci facciamo una bella mangiata da Luigino a suon fette di pane con affettati e formaggi, poi io e Daniele decidiamo di andare a pescare nel no kill, mentre Luca e l'Elena resteranno nel catch & release a Perarolo.
Per quel che ho sentito da loro la giornata non è stata per niente paragonabile al giorno precedente, comunque hanno preso abbastanza pesce lo stesso, e Luca ha preso una grossa fario rimanendo fino a tardi.
Io e Daniele dopo aver preso l'auto cerchiamo l'accesso per il tratto denominato no-kill che si trova più a monte rispetto a Perarolo, però inzialmente non lo troviamo, così telefono a Stefano e grazie alle sue indicazioni riusciamo a trovare dove parcheggiare con l'auto.
Avendo un fuoristrada siamo scesi fino in fondo alla strada, che inizialmente è ghiaiata e poi diventa addiritura solo una carreggiata anche poco visibile in mezzo al bosco, se non avete un 4x4 fermatevi alla prima piazzola!
Una volta arrivati a dove finisce la strada in mezzo al bosco, vi sono ancora 20 minuti buoni di un percorso in mezzo al bosco per raggiungere il fiume.
Iniziamo a pescare non vedendo particolare attività, anzi non ve n'era proprio...
Arriviamo ad una grossa buca dove bolla qualcosa e Daniele cattura alcune fario e qualche temolino, qui il tratto è molto più da trote e la presenza dei temoli è molto ridotta.
Io aggancio una marmorata a secca, devo dire che non ne avevo mai presa una, sono rimasto stupito dai dentoni che hanno! Risaliamo ancora, io non prendo più niente, mentre Daniele prende qualche fario.
Ad un certo punto raggiungo un punto dove vi è un costone di roccia che scende a picco sul fiume, qui in una rientranza nella roccia vedo un pesce bollare, lancio la mia mosca proprio dentro alla sua tana e questo molto lentamente delfina prendendola, ferro, c'è! Di scatto esce dalla sua tana venendomi in contro, poi si gira e parte velocemente cercando di re-infilarsi nel suo buco, cerco di trattenerla, la canna si piega come mai avevo sentito fin'ora e si sente uno schiocco secco...
Il finale s'è rotto! Ha vinto il pesce, rimango con l'amaro in bocca per non averlo nemmeno visto, sicuramente era una grossa trota, pazienza sarà per la prossima volta.
Ritorno da Daniele, mi siedo e lo guardo pescare, prenderà ancora qualche fario.
Nota interessante: Daniele aggancia una fario, devo dire anche piuttosto bella, e dietro una che sarà il doppio la rincorre cercando di morderla! Scena molto suggestiva, purtroppo è stata una cosa molto fugace e non sono riuscito ad immortalarla.
Alla fine torniamo indietro abbastanza presto, anche perché la salita per ritornare all'auto è piuttosto impegnativa, e anche la strada da fare con l'auto per risalire è abbastanza brutta e farla al buio non dev'essere una gran cosa.
Visto che volevamo tornare in camera per cambiarci, ma le chiavi le aveva l'Elena ed era ancora a pescare, andiamo a Perarolo e con una manovra un po' particolare recuperiamo le chiavi calando una coda giù per il ponte sotto agli occhi straniti di due passanti.
Alla sera poi andiamo a cena insieme a Stefano e ai ragazzi di Bergamo in un posto veramente bello situato sulle rive del bacino formato dalla diga che si trova sopra a Perarolo (oserei dire che si chiamase la Baia sul Lago), abbiam mangiato veramente bene e in ottima compagnia.
Anche domenica decidiamo di pescare solo al pomeriggio, la mattina andiamo alla festa degli zater, coloro che trasportavano il legname lungo il corso del fiume, che si tiene a Perarolo; mangiamo lì alla festa insieme a Stefano, polenta, spezzatino, formaggio...
Andiamo poi da Luigino per un caffé dove incontriamo e salutiamo i ragazzi di Bergamo ormai in partenza per il ritorno.
Luca, l'Elena e Stefano vanno nel tratto più alto del catch & release, mentre io e Daniele rimaniamo in basso, la giornata è molto calda e l'attività è pressoché nulla.
Io prendo una fario a ninfa e nel corso del pomeriggio non prenderò altro, anche Daniele prende qualche pesce ma niente di paragonabile con i giorni precedenti.
Verso sera arrivano anche Luca e l'Elena, Stefano è già rientrato a Bologna, nella parte alta avevano fatto qualche cattura in più di noi, in particolar modo l'Elena che in una giornata praticamente priva di temoli, era riuscita a prenderne diversi!
Rimaniamo fino a sera nella buca più bassa, finalmente le trote si mettono in attività, Luca e Danielle prendono alcune belle fario, io prendo un'iridea, poi scendo un po' più a valle nella piana dove bollavano diversi pesci, però non riesco ad imbroccare la mosca giusta, quindi niente da fare...
Inizia a far buio e comincia a lampeggiare, quindi andiamo all'auto a cambiarci, giusto il tempo di entrare da Luigino per cena che inizia a diluviare.
Lunedì mattina si rientra a casa senza particolare problemi di traffico.
Alla fine nei giorni di permanenza il meteo ci è stato amico e non è quasi mai piovuto, giusto qualche goccia ma una cosa insignificante, è stata proprio una bellissima esperienza!
Alla prossima!
Luca